Un viaggio tra i pensieri e le parole di un travel blogger

Un viaggio tra i pensieri e le parole di un travel blogger

Maggio 28, 2020 0 Di VIT - Vittoria Gelmini

Parliamone in Bottega con Andrea Pizzato

La maggior parte di noi sogna di diventare un travel blogger, di girare il mondo raccontando storie, vivendo esperienze e arricchendosi conoscendo nuove realtà. Per diventare un giramondo di successo non è però sufficiente aprire un blog in cui scrivere articoli appassionati, serve molto di più. Diventa fondamentale acquisire le competenze necessarie per raggiungere il proprio target e per posizionarsi all’interno del Web.
Chi desidera intraprendere questa strada deve conoscere le logiche SEO, sapere scrivere contenuti accattivanti e avere una più che buona dimestichezza con gli strumenti digitali.

I migliori amici del travel blogger sono i social network. Anche chi non è fotografo professionista può utilizzare i propri device per divulgare immagini emozionanti. Non solo, chi ha doti comunicative e relazionali può creare una community di persone che condividono la stessa passione e possono scambiarsi consigli sulle attività da fare e sui luoghi da visitare.

Per capire meglio che cosa significhi essere un reporter in viaggio abbiamo invitato in Bottega un professionista del settore che ha dedicato la sua piattaforma agli amanti, come lui, del contesto naturalistico montano.

Andrea Pizzato ha aperto nel 2011 il blog https://www.montagnadiviaggi.it/.
Ha trasformato la sua passione per le escursioni in montagna nel suo lavoro.

Più di 60.000 follower lo seguono sui social network attendendo i suoi consigli sui luoghi da scoprire tra le Dolomiti, nella laguna di Venezia, tra i monti del Tirolo fino alla Baviera.

1. Professione travel blogger. Ossia?
Bella domanda! Di travel blogger ormai ce ne sono talmente tanti e di diversi tipi che è difficile fare una descrizione omogenea. L’importante, secondo me, è creare una propria identità, una propria nicchia e una community di lettori interessati ai tuoi argomenti.
Io posso parlare della mia esperienza e del mio blog, online dal 2011, con il
quale racconto il “mio” territorio (Veneto – Trentino – Alto Adige – Tirolo) in
chiave outdoor, cercando di dare qualche chicca esclusiva a chi si appresta a visitare queste zone.

2. Quale impatto avrà la situazione delicata che stiamo vivendo sul tuo lavoro e sulla tua agenda viaggi?
L’impatto c’è già e si è manifestato subito con uno stop dei viaggi e sul modo
di comunicare. Penso che uno dei ruoli fondamentali di un travel blogger sia quello di istruire i propri lettori a viaggiare e muoversi in maniera sostenibile, ma anche quello di far scoprire un territorio oltre ai classici cliché, magari favorendo posti poco conosciuti a scapito di qualche like sui social (purtroppo non sempre è così). In questo periodo a casa, ho cercato di condividere emozioni, consigli e esperienze che spero i miei lettori possano vivere di persona nel breve periodo.

3. Il contenuto del tuo zaino cambierà?
Trattando il mio blog prevalentemente il tema dell’escursionismo e
dell’outdoor, quindi di attività all’aria aperta, e principalmente da solo, non penso che la nuove condizioni causate dal coronavirus possano influenzare il mio modo di viaggiare. La situazione è comunque ancora molto incerta e dovremo aspettare ancora un po’ di tempo per avere un’idea chiara di come sarà il turismo quest’estate.

4. In questi mesi si è cercato di alimentare la fase dreaming attraverso i viaggi virtuali. Quali emozioni a tuo parere non si possono vivere stando fermi a casa?
Nel mio caso la soddisfazione di raggiungere una cima dopo una lunga
camminata, magari con il cuore a mille dopo tanta fatica ma anche per la
bellezza del posto! Poi è difficile anche spiegare il piacere di una dolce sosta in rifugio per uno strameritato strudel di mele dopo una giornata sui monti :)) Ma di questo avremo modo per poterci rifare!

5. Nei tuoi racconti si parla spesso di storia e di cultura dei luoghi. Come vedi il futuro del turismo esperienziale?
In forte crescita e penso che lo abbiamo notato tutti negli ultimi anni. La
gente inizia ad avvicinarsi sempre di più a piccole realtà cercando di interagire il più possibile con il territorio, oltre a voler scoprire nuove forme di fare turismo. In un’estate che sarà predominata da viaggi a breve raggio (secondo me), il ruolo del turismo esperienziale sarà importantissimo, ecco quindi che la figura del travel blogger risulta fondamentale per far conoscere e raccontare tutto questo.

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Tra le cinque fasi essenziali del viaggio c’è il dreaming. Prima di navigare online per ricercare una meta, i turisti sognano. Durante il periodo di lockdown le persone hanno potuto soddisfare questo bisogno visualizzando video promozionali e sfogliando vecchi cataloghi vacanze. I travel blogger hanno esaudito le richieste dei propri follower pubblicando cartoline suggestive, create secondo le tecniche più efficaci del marketing emozionale.

Sono viaggiatori attenti e curiosi che possono trasformarsi in ottimi ambasciatori dell’offerta delle destinazioni e delle strutture ricettive. I follower seguono pedissequamente i loro consigli sulle prossime vacanze perché li considerano autorevoli.

Ringrazio personalmente Andrea per avermi concesso una piacevole chiacchierata e per avermi permesso di entrare nel suo mondo, che ai più appare ancora come sconosciuto.

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