Uno scatto → un racconto → un ospite che sceglie noi

Uno scatto → un racconto → un ospite che sceglie noi

Maggio 21, 2020 0 Di VIT - Vittoria Gelmini

Parliamone in Bottega con Iuri Niccolai

Nel corso della mia esperienza di project manager ho spesso incontrato imprenditori restii a cercare fotografi professionisti specializzati nel settore hospitality. Tra le motivazioni principali: la mancanza di tempo nel valutare i diversi portfolio, la paura di dovere sostenere un investimento troppo alto e la diffidenza verso l’operato di persone non raccomandate dai consigli dei conoscenti.

La loro visione li porta alla perdita di numerose opportunità, tra le quali:
– l’aumento di visibilità del brand. Le persone memorizzano le immagini più velocemente rispetto ai testi.
– l’ottimizzazione delle vendite e dei ricavi rispetto al target di mercato primario. All’interno della strategia di marketing una parte essenziale è dedicata ai contenuti.
– l’affermazione dei valori e della filosofia aziendale. Le foto raccontano, suscitano sensazioni, evocano emozioni.
– l’acquisizione di vantaggi competitivi rispetto ai principali concorrenti. Gli scatti fotografici di qualità sanno farsi notare.
– la valorizzazione dell’offerta turistica e degli USP. I professionisti sanno trasformare i dettagli in punti di forza e in opportunità di vendita.

In Bottega è nata la curiosità di capire se questo particolare periodo storico ha cambiato da un lato il giudizio degli albergatori verso l’importanza di avere contenuti visuali di qualità e dall’altro le dinamiche all’interno del mercato d’offerta dei fotografi professionisti.

Questi argomenti sono stati affrontati in occasione di una piacevole chiacchierata con

Iuri Niccolai, professionista specializzato nella fotografia d’Interni, Food & Still Life e reportage aziendali.

Ciò che lui è, ha e conosce è dentro le sue immagini che condivide sul suo sito www.iuriniccolai.it e sui suoi profili social.
  1. In che misura poesia e passione fanno parte del tuo lavoro?
    La poesia non si inventa, è l’armonia tra elementi esistenti, la capacità di saper costruire un intreccio, una metrica, un connubio di sapori, colori o note, è ciò che suona piacevolmente nella nostra mente, che talvolta ci fa sognare e staccare dalla nostra condizione più terrena e che solo attraverso l’estro e la passione diventa tale.
    Credo che anche in fotografia sia essenziale creare armonia tra gli elementi, nella composizione, nel colore, nella luce, per trasmettere ciò che si vuol dire. Per questo sono convinto che poesia e passione siano due componenti fondamentali del mio lavoro.
  1. A tuo parere la professione del fotografo è sottovalutata in ambito ricettivo?
    Ho notato negli ultimi tempi una piccola inversione di tendenza. Per qualche anno la ricerca del prezzo ha abbassato notevolmente il livello qualitativo. Vedo ultimamente, nonostante non ci sia una grande educazione al “bello”, una ricerca della qualità e soprattutto la tendenza ad affidarsi a professionisti del settore, forse perché l’immagine oggi ha un ruolo fondamentale nella comunicazione. Resta il fatto comunque che in giro c’è ancora molta approssimazione.
  1. Quali sono le recensioni più belle che hai ricevuto da un albergatore e da un ristoratore?
    Non sono una persona che cura troppo i social network e le relazioni virtuali con il cliente perciò non parlo di recensioni scritte sui vari canali virtuali, ma sicuramente la più bella risposta (o riconoscimento) è per me la fidelizzazione del cliente, la costruzione, con ognuno di loro, un rapporto continuativo fondato si sulla qualità del lavoro ma anche sul rapporto umano e professionale. Il miglior feedback è essere richiamati dai committenti per un nuovo progetto.
  1. In che modo la situazione attuale ha influito sul contenuto delle richieste dei committenti?
    È difficile e forse prematuro rispondere a questa domanda, ad oggi ci troviamo ancora nel pieno del problema e molte attività non hanno riaperto i battenti. Il mercato del turismo, sia italiano che estero, è fermo e non si riescono a definire bene quali saranno le tendenze future.
    La mia idea è che in questo momento più che mai sia importante per ognuno ( committente e fornitore ) puntare si sulla qualità offerta ma ancora di più sui valori etici di una azienda e progettare una comunicazione mirata in quella direzione. La crisi economica sarà sicuramente un vincolo per gli investimenti prossimi, sopratutto in quei settori che, erroneamente, vengono spesso considerati superflui come la fotografia. Per questo credo che anche noi, dalla nostra
    parte, dovremmo studiare soluzioni che vadano incontro alle esigenze del cliente senza compromettere la qualità del lavoro.
  1. Attraverso la tua macchina fotografica, come vedi il futuro del turismo italiano ?
    Spero che ci sia un’inversione di tendenza nel turismo in generale. Visitiamo le mete più lontane dal noi ma conosciamo poco del territorio che ci circonda. Io auspico che l’italiano per primo riconosca la bellezza della sua terra e impari a riscoprirla, allo stesso tempo spero che questa calamità sia servita a rivedere globalmente il concetto di turismo, che riporti il viaggiatore a vivere i luoghi, i sapori, i rapporti con i popoli che lo ospitano e che il fine non sia più quello di mettere bandierine su una cartina geografica. Questo renderebbe ancora più affascinante il mio lavoro perché, nella promozione di un luogo, non ci si limiterebbe ad esaltarne le strutture ricettive bensì avremmo la possibilità di realizzare ben più articolate documentazioni che spazino dal territorio alle persone, dai prodotti alle tradizioni.

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Una vacanza, un’esperienza gastronomica non possono essere prive di emozioni. Alle persone, si sa, piacciono le storie, soprattutto quelle che hanno un sapore di autenticità.
Il visual storytelling è un’arte che aiuta le imprese ricettive a raccontare chi sono, che cosa le contraddistingue e qual è l’offerta del territorio in cui operano attraverso le immagini. Solo attraverso la collaborazione di fotografi professionisti è possibile arrivare con facilità, più velocemente e con efficacia al cuore dei potenziali ospiti per suscitare in loro la curiosità di conoscerci e di entrare in contatto con la nostra storia.

Ringrazio personalmente Iuri Niccolai per avermi concesso l’opportunità di entrare più nel dettaglio di una delle tematiche più rilevanti del marketing e della comunicazione nel settore dell’hospitality.

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