La colazione in vacanza, rinunce e prove di abilità

La colazione in vacanza, rinunce e prove di abilità

Maggio 12, 2020 0 Di Forma Mentis

Tra tutte le accortezze che le strutture ricettive dovranno rispettare per una ripartenza sicura, c’è il grande dilemma di come gestire la colazione. Questo particolare momento è diventato negli ultimi tempi un fattore determinante per la scelta di un potenziale ospite trasformandosi valevole forza o tragica debolezza per molti operatori turistici di tutte le categorie.

Nelle ultime settimane, nonostante l’assenza di un regolamento ufficiale, in base alle fumose direttive dell’OMS e protocolli delle associazioni di categoria, a parte la sicurezza e la disinfezione di ambienti e utensili, tutti gli operatori turistici si sono adoperati per strutturare le novità di questo reparto.

Personalmente credo questa sia una grande occasione per l’imprenditore turistico di comprendere se è il caso di intervenire su lacune consolidate o valorizzare creativamente un punto di forza della propria offerta.

Le restrizioni a salvaguardia della salute impongono pericolosi retromarcia, molti buffet vedranno l’abbandono di politiche plastic free appena adottate, scenografici buffet che lasciano il passo a impersonali room service, profumi e colori insacchettati in monodosi anonime. Purtroppo in assenza di senso critico e una certa propensione per l’estetica, per alcuni certe scelte si riveleranno dolorose come porte in faccia.

Nonostante tutto però, c’è chi sembra sfruttare il momento per una evoluzione del reparto anche e soprattutto in relazione agli spazi adibiti al servizio di prima colazione. Non tutte le strutture hanno la possibilità di effettuare il room service come prassi, anche perché le difficoltà della pulizia della stanza si decuplicherebbero rispetto a quanto già dovrà essere fatto.

Alcuni hanno adottato ingegnosi servizi in outsourcing per ridurre i costi, valorizzare le risorse locali e ottimizzare la gestione, altri hanno rivisto il buffet potenziando il servizio e riducendo il numero di tavoli. per garantire il distanziamento. Il buffet diventa quindi pura vetrina, per deliziare gli occhi e l’animo, le pietanze viste, scelte e servite regalano un maggior senso di sicurezza e una percezione di elevata qualità del servizio.

Altre strutture hanno optato per il room service aggiungendo una marcia in più per non far perdere personalità, alcuni utilizzano cloche di vetro su ogni singolo elemento del vassoio, altri hanno ideato box brandizzati e pratici anche per fare colazione all’aperto, altri ancora hanno trovato soluzioni nella gestione di dehors, terrazzi e giardini o completamente rivisto la disposizione delle sale.

Ciò che è certo è quanto questo evento epocale che finirà sui libri di storia, stia rivoluzionando silenziosamente anche abitudini e modalità di vivere la vacanza. La rivoluzione sta avvenendo anche nella stessa gestione delle strutture ricettive da parte degli operatori, nella tutela di staff e ospiti, nella revisione di buone e cattive pratiche.

Non vedremo più assalti ai buffet delle colazioni, da ospiti ci sarà assicurato un servizio migliore, da gestori avremo la possibilità di sfoggiare le nostre abilità di osti.

Solo così si trovano soluzioni, si favorisce la creatività, si sopravvive all’evoluzione.

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